La Fondazione Finis Terrae

Romani-missione

Finis Terrae, confine della Terra.

Il nome che i nostri antenati hanno dato a quei luoghi, in Spagna e in Bretagna, che formano gli ultimi lembi di terra ad ovest di quell’immenso continente che è l’Eurasia.
Oltre, non poteva esserci che il nulla, la fine del mondo.
Poi è arrivato Cristoforo Colombo, e abbiamo imparato che nel mondo non c’è fine, che la Terra non ha confini. Abbiamo piano piano riempito quegli spazi vuoti sulle mappe, abbiamo sotituito “Gog e Magog” e “Hic Sunt Leones” con veri luoghi. E il mondo è diventato sempre più piccolo.
La Fondazione Finis Terrae e il Comitato che la promuove nascono su iniziativa di Paolo Romani, giornalista esperto di politica internazionale, Presidente della Delegazione italiana all’Assemblea parlamentare della Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), e Presidente dei Senatori di Forza Italia, per contribuire a superare questa carenza del panorama politico-culturale italiano.

Nel XXI secolo è addirittura tornato ad essere un unico continente, una nuova Pangea, le cui distanze fisiche sono annullate dalla conoscenza, dalla velocità di movimento, dalla istantaneità dell’informazione. Tutto ci riguarda, ci coinvolge, ha effetti immediati sulla nostra vita. Il mondo è sempre più profondamente interconnesso. Mai come oggi “il battito d’ali di una farfalla può scatenare un uragano a migliaia di chilometri di distanza”.
In Italia la politica internazionale nel dopoguerra è sempre stata una materia sottovalutata. Fino al crollo del muro di Berlino, la politica internazionale era in qualche modo delegata all’appartenenza all’Alleanza Atlantica e alla Comunità Europea.
Come scrisse Henry Kissinger nelle sue memorie, “i ministri italiani si comportavano come se la loro cosmica saggezza li dissuadesse dal pretendere che il loro punto di vista sugli affari internazionali influenzasse gli avvenimenti in modo sostanziale”.
La fine della guerra fredda e del mondo bipolare ha bruscamente cambiato questa situazione. Oggi l’Italia è al centro, geograficamente e politicamente, degli scenari più complessi e più pericolosi della politica internazionale.
Tuttavia non soltanto il nostro paese stenta a darsi una politica estera sistematica, ma la stessa elaborazione teorica del ruolo dell’Italia nel nuovo mondo multipolare e frammentato è profondamente carente.

Paolo-Romani

Finis Terrae nasce per approfondire i temi delle politiche e relazioni internazionali; dei fenomeni migratori; dei conflitti internazionali e delle aree di crisi; della sicurezza nazionale; delle politiche economiche internazionali; delle politiche ambientali e di sviluppo.
Ci avvarremo per questo di un ventaglio di strumenti, eventi di approfondimento, iniziative di formazione e ricerca, elaborazione di progetti di sviluppo e cooperazione internazionale, istituzione di premi e di borse di studio.
La nostra ambizione non è quella di creare un centro studi, è di far lavorare insieme le migliori risorse intellettuali, politiche, diplomatiche, giornalistiche per elaborare riflessioni e fornire contributi originali ma concreti, alla conoscenza dello scenario internazionale e quindi all’assunzione di decisioni informate e razionali.