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Nuovi equilibri internazionali: l’impegno italiano in Afghanistan

Apre i lavori
Sen. Paolo ROMANI, Presidente della delegazione italiana presso
l’Assemblea parlamentare dell’Osce, Presidente del Comitato Finis Terrae

Interviene il Ministro della Difesa
Sen. Roberta PINOTTI

ne discutono
On. Andrea MANCIULLI,
Presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato

Sen. Pier Ferdinando CASINI,
Presidente della Commissione Affari Esterivdel Senato

Gen. Claudio GRAZIANO,
Capo di Stato Maggiore della Difesa

E’ il titolo del nostro primo appuntamento. Perché l’Afghanistan? Perché è uno dei luoghi decisivi del nostro pianeta.

Per secoli, dall’Afghanistan sono passate le grandi rotte commerciali. Il controllo dell’Afghanistan è stato decisivo nelle relazioni fra Oriente ed Occidente. In Afghanistan russi ed inglesi hanno giocato una partita decisiva per l’egemonia sull’Asia per tutto il XIX secolo.  In Afghanistan è cominciata la fine dell’Impero Sovietico ed è nata la forza moderna dell’integralismo islamico.

L’Italia si è trovata ad essere protagonista in Afghanistan, nell’ambito di una grande operazione internazionale di pace ma anche di contrasto al terrorismo dei talebani.

I soldati italiani in Afghanistan sono stati un modello per tutti. Hanno svolto il loro compito in maniera esemplare, riuscendo a limitare al massimo l’uso della forza, costruendo un rapporto positivo con la popolazione civile, e di conseguenza subendo anche un numero relativamente limitato di vittime.

Non per questo naturalmente è minore il dovere di rendere onore ad ognuno di questi ragazzi che hanno versato il loro sangue per l’onore dell’Italia al servizio di una grande causa di pace, di sicurezza e di libertà.

Tuttavia lo scenario Afghano è ben lontano dall’essere stabilizzato. Al contrario, molti indicatori sono preoccupanti. La situazione stessa nelle località un tempo presidiate dalle truppe italiane indica un ritorno dei fenomeni terroristici che avevamo efficacemente contrastato.

Una soluzione non solo militare ma anche politica della crisi afghana è ancora lontanissima, e l’incubo della violenza e del fanatismo religioso è sempre presente. Se queste forze dovessero prevalere, gli effetti strategici, ma anche quelli politici e propagandistici, sarebbero incalcolabili.

Per queste ragioni dobbiamo guardare all’Afghanistan con particolare attenzione. Per non vanificare lo straordinario impegno dei nostri militari in quella terra. Per capire meglio quello che sta succedendo e quali sono le prospettive di uno dei conflitti purtroppo infiniti del mondo contemporaneo.